Politica

Ma Alvanite nel 2030?

Nella nostra cittadina è difficile che si parli delle periferie, anche perché spesso siamo concentrati su altro.

La scorsa settimana è accaduto qualcosa di interessante in contrada Alvanite, dove i cittadini si sono riuniti in un’assemblea per dire la propria sulla situazione del quartiere, per sottolineare tutte quelle disattenzioni con cui convivono da anni.

La soluzione non è semplice e sicuramente non è l’obiettivo di questa nostra riflessione. Possiamo sicuramente dire che manca un ponte tra la periferia ed il centro della cittadina, un ponte che sembra necessario per immaginare un Alvanite realmente connessa con la restante parte della città.  

Non siamo convinti che il progetto “Alvanite Quartiere Laboratorio” contenga tutte le soluzioni, poiché se da un lato va a risolvere problematiche di manutenzione e di vivibilità d’altro canto non prova ad incidere sulle dinamiche che hanno creato le condizioni che si vivono oggi.

Concludiamo dicendo che certamente la creazione di un comitato di quartiere sia necessaria da parte della cittadinanza che potrà farsi portavoce delle istanze del quartiere e dall’altro potrà far parte della costruzione di questo progetto immaginando  Alvanite da qui a 10 anni.

“How dare you?”. L’emergenza climatica ad Atripalda

Oggi, 27 settembre, milioni di giovani di tutto il mondo hanno risposto con forza all’appello lanciato da Greta Thumberg. Il terzo Global Strike ha visto giovani e meno giovani di 160 Paesi del mondo manifestare in difesa del pianeta.

IDEA Atripalda al Climate Strike di Avellino

Anche Atripalda ha visto una grande partecipazione all’evento, con decine di ragazzi dell’Istituto Comprensivo “De-Amicis-Masi” che hanno popolato Piazza Umberto I e le principali vie cittadine di speranza verso il futuro.

Siamo felici per l’ottima riuscita della manifestazione, ma anche consci che l’allarme lanciato dai bambini atripaldesi non deve cadere nel dimenticatoio.

E’ il tempo di passare dalle parole ai fatti. A ragione di ciò chiediamo al Comune di Atripalda di dichiarare l’emergenza climatica. Proprio nella giornata di ieri Avellino ha fatto questo importante passo. Anche Atripalda deve fare la sua parte.

Al governo cittadino chiediamo un’azione di buon senso e di grande comprensione del momento storico che stiamo vivendo. Salviamo il nostro futuro, siamo ancora in tempo!

WiFi4EU, WiFi per Atripalda.

L’iniziativa WiFi4EU promuove il libero accesso alla connettività Wi-Fi per i cittadini negli spazi pubblici, fra cui parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, centri sanitari e musei, nei comuni di tutta l’Europa.

Dal 19 Settembre sarà possibile per i Comuni dell’Unione Europea aderire all’iniziativa.

WiFi4EU offre ai comuni la possibilità di richiedere un buono per un valore di 15 000 Euro.

I buoni saranno utilizzati per installare apparecchiature Wi-Fi negli spazi pubblici per offrire alla cittadinanza un Wi-Fi gratuito.

IDEA Atripalda richiede al Comune di Atripalda di aderire a WiFi4EU, in quanto può rappresentare, in prospettiva, una grande opportunità di sviluppo per la nostra comunità. Da una piccola ricerca che abbiamo effettuato, abbiamo constatato che Atripalda figura nella lista dei Comuni italiani che possono aderire al progetto.
Certi della collaborazione che ci potrà offrire l’amministrazione comunale, speriamo che a questi buoni propositi segua un’azione concreta.

LINK DEL BANDO UE

https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/wifi4eu-wi-fi-gratuito-gli-europei

Caro diario

oggi ho paura.
Sono le 17:00 di sabato pomeriggio ed ho paura.
Mi preparo per andare a lavoro quasi per inerzia; piego la camicia prendo i cavatappi e li butto nella borsa blu.
Tutto come sempre, ma io non ci sono.
Tutto normale, ma la mia testa è altrove.
Penso e ripenso che ieri a quest’ora la paura ancora non c’era perché era avvolta dal panico.
Alle 13.29 un messaggio fa partire tutto e iniziano le chiamate ai parenti, agli amici per capire se sanno più di te, se sono al sicuro e se hanno adottato le giuste precauzioni.
Non ci credo. Di nuovo.
Fiamme roventi e fumi tossici divampano in una fabbrica a soli 7 km da casa mia.

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Quando non interviene lo Stato ci pensa Facebook.

É rimbalzata su tutti i giornali la notizia della chiusura delle pagine social dei partiti neo-fascisti.

La nostra Costituzione e il nostro ordinamento giuridico (La legge 25 giugno 1993, n. 205 anche nota come legge Mancino) non solo sanciscono l’illegittimità dei partiti fascisti ma ne vietano qualsiasi rifondazione e ne condannano l’apologia.

Lo Stato italiano non ha mai preso una posizione riguardo i partiti che si autodefinivano neo-fascisti, non intervenendo con dei provvedimenti volti a frenare l’onda di odio e razzismo. In maniera dubbia (dubbia perché per onestà intellettuale va detto che, anche se condividiamo quanto fatto, non ci è chiara la discrezionalità della scelta) ci ha pensato Mark Zuckerberg bannando le pagine social legati a questi movimenti.

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