Diritti Concessi o Riconosciuti?

Abbiamo da tempo accettato che l’esercizio di diritti, come quello di voto – semplice e forse oggi fin troppo scontato –, ci siano stati “concessi” e non “riconosciuti” .

C’è chi sostiene che la società odierna non può più definirsi patriarcale; né tantomeno maschilista può definirsi l’atteggiamento adottato dai più, con la mera giustificazione dell’evoluzione sociale e delle conquiste di cui noi donne oggi possiamo dire di godere.

Ed è proprio qui che nasce il problema. Questa costante contrapposizione tra Uomo e Donna in tema di diritti e libertà è assurda in una società democratica e permeata, almeno in apparenza, sulla parità di genere.

E’ necessario piuttosto focalizzare l’attenzione sulla PERSONA.

Mi rendo conto tuttavia, che sebbene l’attuale struttura sociale si renda in apparenza idonea a recepire tale eguaglianza, i consociati non sono in grado di renderla concreta; probabilmente perché manca alla base una conoscenza del concetto di patriarcato e maschilismo in chiave ‘moderna’.

Del resto viviamo in un mondo governato dall’odio per il diverso, dove il soggetto vulnerabile non viene aiutato ma messo ai margini. Così la supremazia del bianco più forte si eleva sul ‘negro ignorante’, così la forza del maschio alfa si infrange sulla “donna debole”.

E la forza si traduce in violenza, e la violenza a sua volta nasconde un presupposto: una vittima.

Ma la vittima è resa tale due volte; la prima con il reato che subisce e la seconda dai consociati che spesso e volentieri tendono a giustificare tali comportamenti con cliché squallidi.

La vittima diventa così il suo stesso carnefice, nonostante la necessaria contrapposizione delle due posizioni.

Viene lesa così nuovamente la sua dignità. Dignità non di donna ma di persona, appunto.

Appare dunque necessario un percorso di sensibilizzazione che parta dal nucleo familiare sin dalla precoce età, per poi svilupparsi in contesti sociali in cui sia possibile diffondere un significato di rispetto globale fondato sulla persona, e lontano da stereotipi di genere che purtroppo continuano a verificarsi in tutti gli ambienti in cui si sviluppa la vita sociale di un soggetto.

Noemi Gaita