Archivi del mese: Aprile 2020

DIARIO DEL VOLONTARIO: 6° SETTIMANA

Caro diario,

siamo arrivati alla sesta settimana del nostro percorso come volontari. Un percorso non esente da difficoltà, che speriamo di aver arginato al meglio, e condensato da un forte senso di responsabilità e di solidarietà.

Restano attivi tutti i servizi che offriamo come gruppo comunale di Protezione Civile. Siamo sempre a disposizione dei cittadini per quanto concerne la consegna, o il ritiro, delle mascherine.

Continua la preparazione e la distribuzione dei pacchi alimentari, con decine di confezioni che sono state inviate a chi ne ha bisogno o ritirate dagli stessi.

Rimane attiva anche la raccolta della spesa solidale nei supermercati atripaldesi. Approfittiamo per ringraziare ancora una volta tutti i concittadini che con un gesto di grande umanità sono vicini alle fasce più deboli del nostro tessuto sociale.

Come già anticipato la scorsa settimana, abbiamo provveduto alla riduzione del numero di volontari presenti per turno. Questo al fine di evitare affollamenti e distribuire i compiti in maniera più efficiente possibile.

Ci salutiamo con una frase pronunciata da Enrico Berlinguer: “Ci si salva e si va avanti solo se si agisce insieme, e non solo uno per uno”.

Appuntamento puntuale alla prossima domenica!

Il cambiamento che non arriva mai?

Vico Carlo, Atripalda

In queste settimane di pandemia si sono succeduti diversi mantra: la nostra vita d’ora in poi sarà diversa, dovremo adattarci ad un nuovo stile di vita, potremo vedere le cose in modo differente, diventeremo migliori di come siamo stati fino ad oggi. Tutti pensieri positivi e allo stesso tempo propositivi che vanno coltivati in un periodo così difficile, perchè trovare una spinta propulsiva, anche solo di pensiero, aiuta a non farsi abbattere da ciò che di negativo siamo costetti a vivere.

A tutto questo c’è un grande però, ed è il comportamento che ognuno di noi continua a tenere a fronte di questi apprezzabili discorsi. Le cattive abitudini, a quanto pare, sono dure a morire. Voglio concentrarmi su due oggetti simbolici degli ultimi due mesi, guanti in lattice e mascherine protettive. Ognuno di noi ha dovuto interrompere il proprio restare a casa per irrinunciabili necessità e nel percorso per recarsi dove necessario, sfido chiunque a poter dire di non aver visto almeno un paio di guanti o una mascherina abbandonati.

Tutto ciò non è altro che la versione pandemica del vizio atavico di molti nel gettare piccoli o grandi rifiuti ovunque capiti. In periodi di normalità c’è chi abbandona fazzolettini, carte e involucri, lattine e bottigliette, assistiamo finanche all’abbandono di sacchetti dei rifiuti se non peggio. Fare la differenziata o smaltire correttamente i rifiuti sembra solo un fastidio e non un atto di civiltà a tutela della nostra salute e l’ambiente in cui viviamo. Ora c’è chi ha aggiunto l’abbandono dei già citati guanti in lattice e mascherine. Questo ci dimostra che forse quelle riflessioni fatte personalmente o come comunità non hanno mai una vera e concreta messa in atto.

Rassegnarsi, però, non è mai giusto e quindi spero con questa riflessione di poter stimolare una vera presa di coscienza, che si possa fare il primo passo verso un cambiamento effettivo. Non liberiamoci di questi importantissimi strumenti protettivi dove ci capita, in primo luogo perché rendono indecorosa la nostra cittadina, in secondo luogo perché danneggiano ulteriormente il nostro ambiente già sofferente; in ultima istanza, creano un vero pericolo di contagio.Si perché ci sarà qualcuno che dovrà raccogliere ciò che abbandoniamo con incuranza; quelle persone potrebbero venire a contatto con il virus da cui quelle mascherine e quei guanti ci hanno protetto, vanificando gli sforzi che stiamo facendo e mettendo in pericolo loro e tutti noi.

Facciamo in modo che il cambiamento non sia sempre una chimera, prendiamo coscienza che ogni piccolo gesto può renderci migliori, costruiamo qualcosa di positivo nonostante tutto.


Come smaltire correttamente mascherine e guanti in lattice, video di Lega Ambiente Calabria

I pensieri di un giornalista inferiore

Studio. Appunti e Carta Costituzionale in mano. Arriva una notifica e si illumina l’iPhone: “Polemica per le parole di Vittorio Feltri”. Fin qui nulla di nuovo, probabilmente avrà fatto qualche siparietto utile a far vivere qualche giornaletto di gossip. E invece no.

Il direttore del quotidiano “Libero”, ospite di una trasmissione condotta dal “giornalista” Mario Giordano, in diretta su una rete televisiva privata, si è lasciato andare ad alcune considerazioni. Il tema? Coronavirus e la risposta della Lombardia. Ma quindi il problema dove sta?

Il “giornalista” Feltri è arrivato (ma guarda un po’) a parlare dei meridionali, con queste affermazioni: ”Perché mai dovremmo andare in Campania? A fare i parcheggiatori abusivi?”

Ma l’apoteosi della follia feltriana arriva ora: “La Lombardia in disgrazia per il Coronavirus ha eccitato gli animi di tanta gente nutrita di invidia nei nostri confronti […], credo che i meridionali, in molti casi, siano inferiori”

L’ultima frase, ribadita anche una seconda volta, fa capire una sola cosa, limpidissima e cruda: nel 2020 siamo ancora a discutere di nord e sud in maniera dispregiativa, ancora a pensare che uno sia superiore all’altro, come se fosse una qualità innata.

Poche ore dopo l’ignobile spettacolo offerto, il diretto interessato ha tenuto a chiarire con un tweet come il suo riferimento riguardasse l’economia e non l’antropologia. Abbiamo strumentalizzato le sue parole. Allora mi pongo una domanda: in che modo il direttore ha fatto riferimento alla questione economica?

La cosa che lascia basiti è che una considerazione così ignorante provenga da un direttore di giornale, un giornalista professionista. Una professione così importante non può essere violentata da affermazioni di questo genere. Mi sento schifato, ma non da abitante del Mezzogiorno, bensì da giovane tesserato dell’Ordine dei Giornalisti. Io credo nel giornalismo, quello vero, adoro questo fantastica, ma allo stesso tempo difficilissima, professione.

Per queste ragioni non posso accettare che un tesserato come me abbia un pensiero degli ITALIANI, come lui, così retrogrado e anticostituzionale. Che l’Ordine prenda provvedimenti, e questa volta esemplari, dato che da anni gli atteggiamenti “borderline” di Feltri vengono puniti con una “reprimenda”.

Per le stesse ragioni non posso accettare l’atteggiamento di un conduttore come Mario Giordano, un professionista che fonda la propria trasmissione su uno scimmiottare continuo una certa classe politica, con tanto di teatrini alquanto ridicoli e manichini degni dei migliori sceneggiati teatrali; magari le parole di Feltri gli hanno pure fatto comodo, due interazioni in più non fanno mai male.

Non accetto neanche le reazioni di una certa politica. Da una parte c’è chi ha tentato maldestramente la posizione del direttore di “Libero”, dall’altra c’è chi liquida rabbiosamente con un “ci sono cose ben più importanti”. Il mondo va comunque avanti; l’emergenza Covid-19 tiene tutti impegnati, ma non può essere trascurato in maniera così brusca “tutto il resto”. Se ne ravveda una certa classe politica.

Leggo anche di edicolanti che sono pronti a non distribuire copie di “Libero” come forma di protesta civile. E’ un errore molto grave, e mi spiego. E’ sbagliato limitare l’informazione, soprattutto in questi casi. Determinati giornali vanno letti e commentati, in modo che non ci sia un nuovo Feltri o un nuovo chissà chi pronto a fomentare l’odio di un centinaio di imbecilli.

Un saluto da parte di un giornalista inferiore, soprattutto ai 49 che hanno scelto di votare il signor Feltri come Presidente della Repubblica nel 2015. Riproponetelo, ve lo raccomando!

Il 25 Aprile #iorestolibero

Sono tante le polemiche che ogni anno si scatenano sul 25 Aprile; vi è una sorta di negazionismo sulla bellezza del Natale della nostra democrazia. È questa la data in cui il nostro paese si ritrova, o almeno dovrebbe, per festeggiare la liberazione dal nazifascismo e riflettere sui valori fondamentali della Carta Costituzionale.

Anche quest’anno, nel settantacinquesimo Anniversario della Liberazione, le polemiche non si sono risparmiate, soprattutto da chi, con demagogia, respinge l’importanza di tale data. Questo per noi crea un sentimento di amarezza, perché il 25 Aprile dovrebbe rappresentare la celebrazione dei nostri diritti.

Sappiamo che, una volta passata questa tempesta, saremo chiamati a ricostruire un nuovo mondo. Quello di domani potrebbe essere un mondo più giusto, più equo e più solidale. Per questi motivi, oggi abbiamo bisogno più che mai di celebrare la nostra libertà, di tornare a guardare al futuro con speranza e coraggio.

Non possiamo rinnegare le origini della nostra democrazia e della libertà, soprattutto in questi giorni in cui abbiamo dovuto rinunciare a molti nostri diritti per responsabilità verso il nostro Paese. Il 25 Aprile IDEA Atripalda aderirà e parteciperà alla piazza virtuale che si incontrerà sul web a questo sito: https://www.25aprile2020.it/.

Con questo comunicato chiediamo ufficialmente all’Amministrazione Comunale di non far passare inosservata tale ricorrenza e di vivere questa giornata con memoria ed impegno, poiché nonostante il Covid-19 tutta la cittadinanza possa affermare #iorestolibero. Certamente chiediamo qualcosa di impegnativo, ma non di impossibile: abbiamo infatti visto da più parti come basti solo la forza di volontà per creare qualcosa di speciale e che ricorderemo. I mezzi ci sono, sfruttiamoli!

IDEA Atripalda

DIARIO DEL VOLONTARIO: 5° SETTIMANA

Caro diario,

siamo giunti alla quinta settimana di volontariato, che, come ormai da tradizione, ci ritroviamo a commentare.

Anche questi 7 giorni ci hanno visti operativi su tutti i fronti. Continua la distribuzione delle mascherine, con ritiro in sede e consegna a domicilio. Prosegue allo stesso tempo anche l’attività, di supporto ai soggetti più a rischio, di consegna a domicilio della spesa. Continuiamo a ricevere telefonate che riusciamo ad evadere in tempi strettissimi. 

Questa settimana ha visto la preparazione di oltre 100 pacchi alimentari da parte dei volontari, che sono stati progressivamente consegnati con il mezzo della Protezione Civile, ma anche grazie all’ausilio dei mezzi messi a disposizione, a turno, dai singoli volontari, che ringraziamo ulteriormente. Grazie a questo importantissimo gesto siamo riusciti a velocizzare e a potenziare il servizio delle consegne a domicilio, sia di spese che di pacchi solidali, come pure di mascherine.

A differenza della settimana di Pasqua, è stata riscontrata una minore richiesta di supporto da parte della cittadinanza. In ragione di ciò, ci è stata richiesta una riduzione del numero di volontari che, ogni turno, sono autorizzati a muoversi per prestare volontariato presso la Protezione Civile cittadina. Infatti, mentre fino a pochi giorni fa eravamo presenti con 3 volontari alla mattina e 4 al pomeriggio, ora saremo presenti con 2 persone per turno, che forniranno un validissimo ed efficiente aiuto e si coordineranno, come sempre, con il personale già presente nel pre-emergenza Covid-19 all’interno della Protezione Civile, che apporterà anch’essa una riduzione dei volontari presenti per turno.

Caro diario, oggi ci lasciamo con un bellissimo pensiero che dovrebbe essere nelle menti di tutti e di tutte, anche e soprattutto ora che sembriamo intravedere la luce in questo lunghissimo e tortuoso tunnel: SOLIDARIETA’ NON È DARE QUELLO CHE AVANZA, MA DARE QUELLO CHE MANCA.

Appuntamento alla prossima settimana!

Noemi, Antonio, Massimiliano, Aishling, Sabatino, Luca, Oscar, Federico, Gerardo, Cosma, Sabino, Guido, Paola, Francesco, Carmine, Antonio Pio, Andrea, Elvira, Francesco, Antonio, Angelo, Fulvio, Marco, Roberto, Luca e Francesco.