DA PM10 A PM19

Provincia di Avellino da piersoft.it

Se ancora ce ne fosse bisogno, la questione ambientale si riprende tristemente la scena, anche in questo momento in cui il protagonista negativo sembrava essere esclusivamente il famigerato Covid-19. Presi da comprensibili paure, ci siamo dimenticati tutto il resto, ma ecco che la scienza ci informa puntualmente su come il particolato sia un sicuro carrier per il famigerato virus e quindi funge da acceleratore nella sua diffusione. La SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) ha pubblicato uno studio dal nome “Relazione circa l’effetto dell’inquinamento da particolato atmosferico e la diffusione di virus nella popolazione”, in cui viene specificato il doppio ruolo che il particolato assume. La società spiega: << È noto che il particolato atmosferico funziona da carrier, ovvero da vettore di trasporto, per molti contaminanti chimici e biologici, inclusi i virus. I virus si “attaccano” (con un processo di coagulazione) al particolato atmosferico, costituito da particelle solide e/o liquide in grado di rimanere in atmosfera anche per ore, giorni o settimane, e che possono diffondere ed essere trasportate anche per lunghe distanze. Il particolato atmosferico, oltre ad essere un carrier, costituisce un substrato che può permettere al virus di rimanere nell’aria in condizioni vitali per un certo tempo, nell’ordine di ore o giorni >>. Tutto questo è stato osservato già in altri casi epidemici di massa (influenza aviaria, RSV, morbillo) e quindi si è proceduto ad osservare la relazione tra livelli di particolato ed incidenza del Covid-19 per ogni Provincia. Ed ha portato alle seguenti conclusioni: << Tale analisi sembra indicare una relazione diretta tra il numero di casi di COVID-19 e lo stato di inquinamento da PM10 dei territori, coerentemente con quanto ormai ben descritto dalla più recente letteratura scientifica per altre infezioni virali. La relazione tra i casi di COVID-19 e PM10 suggerisce un’interessante riflessione sul fatto che la concentrazione dei maggiori focolai si è registrata proprio in Pianura Padana mentre minori casi di infezione si sono registrati in altre zone d’Italia >>.

A fronte di oggettività scientifiche contenute in questo studio, sorge spontanea una domanda: con i dati dell’aria che registriamo nella nostra Provincia, quanto dovremmo preoccuparci di agire, con massima urgenza, in tal senso?

Guardando i grafici che tanti centri statistici stanno riportando, l’Irpinia è segnata con il colore più rosso e quindi siamo perfettamente in linea con ciò che abbiamo descritto: più particolato nell’aria, più casi di contagio. A questo punto non ci resta che fare un appello al Sindaco Giuseppe Spagnuolo, affinché si possa procedere con un’ ordinanza di divieto degli abbruciamenti e che raccomandi l’ uso al minimo delle fonti di riscaldamento, dando così un contributo all’abbassamento dell’inquinante immesso in atmosfera. Un’ azione decisiva tanto quanto quella intrapresa dal Governo negli scorsi giorni vietando spostamenti inutili, che assume un valore doppio nella tutela della nostra salute.

Studio della SIMA