Archivi del mese: Giugno 2019

Perchè odiate Giulio Regeni?

Ormai sono anni, precisamente 3, che viene chiesta verità per Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano catturato, torturato e ucciso in Egitto ed ormai è riconosciuto da tutti e tutte lo striscione giallo che ha fatto il giro del mondo:


“Verità per Giulio Regeni”

Amnesty International  da febbraio 2016 ha lanciato una campagna per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo.

Nonostante tutto una gran fetta della politica italiana ha sempre trattato con riluttanza la storia di Regeni, in particolar  modo stiamo parlando della Lega Nord che da quando è al governo non prende mai posizione sul tema e che nonostante professi sempre l’importanza della italianità non prende le difese dello studente italiano.

I fatti di Ferrara, in cui la Lega Nord dopo aver vinto  le elezioni amministrative decide di coprire lo striscione dedicato a Giulio con uno striscione del Partito come a voler “marchiare il territorio” ci fanno solo porre delle semplici domande: Perché questa riluttanza? Perché non volete difendere la storia di Giulio? Perché prendete le distanze da questo giovane italiano?

Le nostre domande non sono retoriche, chiediamo davvero a chi è iscritto alla Lega Nord di motivare tale scelta, perché la politica è presa di posizioni e noi siamo dalla parte di Giulio Regeni.

Tutti i cittadini sono eguali, tranne se nati al meridione.


“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale […]. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […].”

Art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana

Dopo i risultati delle elezioni europee il leader della Lega NORD (sottolineo nord perché la base di un partito non cambia e da questa proposta lo si evince  ancor di più), Matteo Salvini, ha riacceso il dibattito sulla questione dell’autonomia differenziata.

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The cognitive neuroscience of Memory Distortion

“Il ricordo non è quasi mai esatto […] e del resto non ha nessuna importanza che lo sia” (Bartlett, 1954); di conseguenza, la rievocazione diviene un processo ricostruttivo organizzato per schemi o temi generali e successivamente integrato con ulteriori dettagli (Legrenzi, Papagno & Umiltà, 2012). 

Potrebbe risultare interessante comprendere la natura e le implicazioni di eventuali distorsioni mnestiche, in quanto potrebbero essere dimostrative della natura costruttiva della memoria. Tale capacità costruttiva è generalmente adattiva e permette l’assemblaggio e il mantenimento di una rappresentazione mentale ricca di dettagli talvolta erronei (Devitt, Monk-Fromont, Schacter & Addis, 2016; Madore, Jing & Schacter, 2019). In particolare, Schacter e Slotnick (2004) hanno analizzato il falso ricordo, una specifica forma di distorsione della memoria che si verifica quando i soggetti affermano erroneamente che un nuovo item è stato presentato in precedenza allo studio sperimentale.

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Tienanmen2019.

Le rivoluzioni, i diritti e il Diritto

Il Rivoltoso Sconosciuto.
https://video.repubblica.it/mondo/tienanmen1989-il-manifestante-sconosciuto-che-ha-bloccato-l-esercito-cinese/336274/336872?ref=RHPPLF-BH-I227908672-C8-P3-S5.2-T1
Piazza Tienanmen. Pechino, 5 Giugno 1989.

Non si dovrebbe mai partire dai fatti, se si vuole comprenderli in modo critico.

Cosa accade però quando alcuni di essi erompono nella nostra pacificante interpretazione della quotidianità? Quando si mostrano esteriormente come divergenti dall’ordinaria catalogazione? Nel tentativo di ricomprenderli entro il nostro orizzonte, per qualche attimo, ci distolgono dalla normalità dei nostri pensieri e ci costringono a riflettere su di essi. Ciò che ci costringe a farlo sono le situazioni-limite.

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